Carbamazépine
antiepilettico induttore enzimatico
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A cosa serve questo medicinale
Carbamazepina è un medicinale della categoria «antiepilettico induttore enzimatico». Gli antiepilettici stabilizzano l'attività elettrica del cervello per prevenire le crisi; si assumono regolarmente e non si interrompono bruscamente.
In concreto, per Carbamazepina: Tratta l'epilessia. In genere si assume a lungo, nell'ambito di un follow-up regolare, e non si interrompe di propria iniziativa.
Con quali marchi si trova
In Francia si contano circa 3 presentazioni rimborsabili contenenti Carbamazepina. Si trova con diversi nomi di marca e in generici.
- Carbamazepine Viatris L.P.
- Tegretol
- Tegretol L.P.
Le specialità originali e i generici forniscono lo stesso principio attivo; la scelta tra loro si fa con il medico o il farmacista.
In tavola: vitamina D, calcio e folati
Sotto carbamazepina, il trattamento accelera la degradazione della vitamina D nel fegato e può abbassare il calcio nel sangue; interessa anche i folati. L'alimentazione è la prima leva per riapprovvigionare queste riserve, e la più semplice da mantenere pasto dopo pasto.
La vitamina D si concentra nei pesci grassi (salmone, sgombro, tonno), nel tuorlo d'uovo, nel fegato di manzo, nel formaggio, nei funghi esposti ai raggi ultravioletti e negli alimenti arricchiti come il latte. Il calcio proviene dal latte e dai latticini (yogurt, formaggi), dalle verdure a foglia verde come i broccoli e il cavolo riccio, dal salmone e dalle sardine in scatola con le loro lische, dalle mandorle e dai semi di girasole.
I folati si trovano soprattutto nelle verdure a foglia verde scuro, nei fagioli e piselli secchi, negli agrumi e nei loro succhi, così come nei prodotti a base di cereali arricchiti. Diversi alimenti soddisfano più requisiti insieme: i broccoli e il cavolo riccio apportano sia calcio sia folati, il salmone in scatola con le sue lische associa vitamina D e calcio. Oltre al vostro trattamento, questi alimenti ricostituiscono riserve che il farmaco può intaccare.




Come agisce la carbamazepina
La carbamazepina blocca i canali del sodio voltaggio-dipendenti dei neuroni. Li mantiene in uno stato inattivato, il che riduce il numero di canali disponibili in un dato momento. I neuroni faticano allora a generare potenziali d'azione ripetuti, e la corsa elettrica che scatena una crisi viene frenata alla fonte.
Il fegato la trasforma, principalmente grazie all'enzima CYP3A4, in un metabolita attivo: la carbamazepina-10,11-epossido. Questa molecola ha una particolarità: induce il proprio metabolismo. Dopo una dose singola, la sua emivita plasmatica si aggira sulle 35-40 ore; con somministrazioni ripetute, questa autoinduzione la riporta a circa 12-17 ore. La dose utile evolve quindi durante le prime settimane, il tempo che l'organismo si adatti.
Perché viene prescritta
Nell'epilessia, la carbamazepina tratta le crisi parziali a sintomatologia complessa, le crisi tonico-cloniche generalizzate e le forme miste che associano questi due tipi. La sua azione sui canali del sodio la rende efficace là dove le scariche neuronali si propagano e si ripetono, calmando l'eccitabilità delle cellule interessate.
Non agisce su tutti i tipi di crisi. Sulle assenze, quelle brevi sospensioni della coscienza, resta inefficace e può persino aggravarle. La scelta della molecola dipende quindi dal tipo di epilessia identificato, il che spiega il peso di una diagnosi precisa prima di prescriverla.
Come assumerla ogni giorno
Il momento del pasto conta poco: la carbamazepina si assume durante, dopo o tra i pasti, poiché l'alimentazione non modifica in modo significativo la quantità assorbita. La compressa classica e la sospensione si ripartiscono in genere in due o quattro assunzioni al giorno, spesso al momento dei pasti; la forma a rilascio prolungato si assume due volte al giorno, il che uniforma le concentrazioni.
La regolarità prevale. Il medico regola la dose basandosi sulla concentrazione ematica, il cui intervallo terapeutico si situa abitualmente tra 4 e 12 microgrammi per millilitro, identico nel bambino e nell'adulto. Questo trattamento non si interrompe mai di propria iniziativa: un'interruzione brusca espone a una ripresa delle crisi. Ogni modifica passa dal medico.
Gli effetti da conoscere
Alcuni effetti colpiscono almeno una persona su dieci, soprattutto all'inizio del trattamento: vertigini, sonnolenza, atassia (disturbi della coordinazione e dell'equilibrio), nausea e vomito. Si attenuano spesso quando l'organismo si abitua o quando la dose viene regolata. Sul piano biologico, una leucopenia (diminuzione dei globuli bianchi) e un aumento della GGT epatica, riflesso dell'induzione enzimatica, sono anch'essi molto frequenti; l'iponatriemia (diminuzione del sodio nel sangue), spesso legata a una SIADH, è frequente (tra 1 su 100 e 1 su 10) e colpisce maggiormente le persone anziane e i pazienti in terapia con diuretici.
Altri effetti, più rari, sono gravi e giustificano una vigilanza ravvicinata. La carbamazepina può provocare reazioni cutanee gravi (sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica), fortemente associate all'allele HLA-B*1502, da cui uno screening raccomandato nelle popolazioni a rischio prima di iniziare. Il rischio di agranulocitosi e di anemia aplastica è stimato da 5 a 8 volte superiore a quello della popolazione generale, dove resta basso (dell'ordine di 6 casi per milione all'anno per l'agranulocitosi, 2 per l'anemia aplastica). Può insorgere un danno epatico, il più delle volte nel quadro di una sindrome da ipersensibilità (DRESS) che compare da 1 a 8 settimane dopo l'inizio.
Ciò che il trattamento sposta sul versante dei nutrienti
Come altri induttori enzimatici, la carbamazepina accelera la degradazione della vitamina D nel fegato. Si osserva una diminuzione del calcio plasmatico e del 25-idrossicolecalciferolo, la forma circolante della vitamina D. A lungo termine, questa ripercussione ossea può portare a un'osteomalacia o a un'osteoporosi, un effetto molto raro (meno di 1 caso su 10 000).
Il trattamento interessa anche i folati. Una carenza di folati è descritta come rara, e l'anemia megaloblastica che ne può derivare come molto rara. Nella donna, una supplementazione con acido folico è raccomandata prima e durante la gravidanza. Questi due versanti, osseo e dei folati, tracciano i nutrienti da sorvegliare sotto carbamazepina.
Interazioni e monitoraggio
Induttore enzimatico potente, la carbamazepina accelera l'eliminazione di numerosi farmaci. Riduce l'efficacia dei contraccettivi ormonali, con metrorragie e gravidanze indesiderate segnalate, e diminuisce l'effetto anticoagulante del warfarin e di altri anticoagulanti orali. Al contrario, inibitori del CYP3A4 come l'eritromicina e il succo di pompelmo aumentano la sua concentrazione plasmatica, con un rischio di sovradosaggio.
Il monitoraggio biologico inquadra questi rischi. La sodiemia si misura prima del trattamento, poi verso le due settimane e in seguito ogni mese durante i primi tre mesi. Un emocromo di riferimento e poi periodico sorveglia le linee ematiche, e un controllo regolare della funzione epatica completa il quadro. Questo calendario permette di individuare precocemente gli effetti che contano.
Fonti
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Gli integratori da valutare
Oltre il piatto, un singolo nutriente può essere valutato, da confermare con il medico o il farmacista. Ecco quale e in quale forma.
Vitamina D3 (colecalciferolo)
La vitamina D è una vitamina liposolubile. La forma D3 (colecalciferolo) è quella indicata dalla maggior parte delle raccomandazioni. Si assorbe meglio se assunta durante un pasto contenente grassi.
Forma da privilegiare D3 (colecalciferolo), durante un pasto grasso
Domande frequenti
Quali sono i principali effetti collaterali della carbamazepina?
Il foglietto illustrativo segnala in particolare vertigini, sonnolenza, disturbi dell'equilibrio, nausea e reazioni cutanee, oltre a rari effetti sul sangue o sul fegato. Questo elenco non è esaustivo: consulti il foglietto illustrativo della sua confezione e segnali qualsiasi effetto insolito al suo medico o al suo farmacista.
La carbamazepina interagisce con la pillola anticoncezionale e altri farmaci?
Sì. La carbamazepina è un potente induttore enzimatico: può accelerare l'eliminazione di numerosi farmaci e ridurre l'efficacia dei contraccettivi ormonali. Qualsiasi associazione, compresa quella con la contraccezione, deve essere valutata con il suo medico o il suo farmacista, ed è riportata nel foglietto illustrativo.
Carbamazepina e gravidanza o allattamento: cosa c'è da sapere?
La carbamazepina richiede precauzioni particolari durante la gravidanza a causa di un rischio per il nascituro, e non deve mai essere interrotta di propria iniziativa. Se è incinta, sta pensando a una gravidanza o allatta, ne parli con il suo medico prima di ogni decisione, e consulti il foglietto illustrativo.
Si può bere alcol durante il trattamento con carbamazepina?
Il foglietto illustrativo sconsiglia l'alcol, che può aumentare la sonnolenza e le vertigini legate al trattamento. Per la sua situazione specifica, chieda consiglio al suo medico o al suo farmacista.
La carbamazepina può influire sulla vitamina D?
La carbamazepina è un potente induttore enzimatico, e alcuni studi associano gli antiepilettici induttori assunti in modo prolungato a un metabolismo accelerato della vitamina D e a livelli più bassi. Si tratta di un'associazione descritta, non di un rapporto di causa ed effetto automatico. I livelli di vitamina D possono essere valutati con un prelievo di sangue, da discutere con il suo medico.
Quale forma di vitamina D considerare, e bisogna monitorarne i livelli?
Il principio attivo generalmente considerato è la vitamina D3 (colecalciferolo), la forma più studiata per mantenere livelli adeguati. Un dosaggio ematico della 25-idrossivitamina D permette di individuare il suo livello e di correggerlo se necessario; l'interpretazione spetta al suo medico.
Ces réponses portent sur le volet nutritionnel. Pour toute question sur votre médicament, la notice et votre médecin ou pharmacien font foi.