Il versante tiazidico modifica gli elettroliti del sangue. L’effetto più frequente è l’ipopotassiemia, un calo del potassio nel sangue; possono comparire anche un’iponatriemia (calo del sodio), un’ipomagnesiemia (calo del magnesio), un’iperuricemia che può scatenare un attacco di gotta, un’ipercalcemia e un’iperglicemia. L’ipopotassiemia dipende da due meccanismi: l’inibizione del cotrasportatore Na-Cl e la stimolazione dell’aldosterone, che attiva la pompa Na+/K+-ATPasi del dotto collettore e fa passare il potassio nelle urine. A differenza di molti farmaci, il tiazidico riduce l’eliminazione urinaria del calcio: trattiene il calcio anziché demineralizzare.
Il versante spironolattone ha altri effetti. Il più caratteristico è l’iperpotassiemia, un aumento del potassio: tra i pazienti cardiaci trattati, dal 10 al 15% ne presenta una, e il 6% una forma grave. Poiché lo spironolattone agisce anche sui recettori androgenici e progestinici, può provocare una ginecomastia nell’uomo, uno sviluppo del tessuto mammario dose-dipendente: nello studio RALES, a 25 mg al giorno, è comparsa nel 9,1% degli uomini contro l’1,3% con placebo. Nella donna, può causare disturbi mestruali e tensione mammaria.