Risedronato
bifosfonato · osteoporosi
Opzione di terze partiA cura della redazione di Layer Nutrition · Come l'atlante classifica le 664 molecole
A cosa serve questo medicinale
Risedronato appartiene alla categoria «bifosfonato (osteoporosi)». Questo farmaco rinforza la solidità dell'osso e riduce il rischio di frattura.
Nel caso di Risedronato, questo si traduce così: Rinforza l'osso e riduce il rischio di frattura. Il più delle volte è una terapia di fondo, assunta a orari regolari per lunghi periodi; il suo beneficio si valuta nel tempo, non in base alla sensazione del giorno.
Con quali marchi si trova
In Francia si contano circa 18 presentazioni rimborsabili contenenti Risedronato. Si trova con diversi nomi di marca e in generici.
- Actonel
- Risedronate Arrow
- Risedronate Bgr
- Risedronate Bluefish
- Risedronate Eg
- Risedronate Sandoz
- Risedronate Zentiva
- Risedronate Zentiva K.S.
- Actonelcombi
- Risedronate Biogaran
- Risedronate Cristers Pharma
- Risedronate Evolugen
- e altre presentazioni
Le specialità originali e i generici forniscono lo stesso principio attivo; la scelta tra loro si fa con il medico o il farmacista.
Nel piatto: calcio e vitamina D
Il risedronato protegge l'osso solo se non mancano il calcio e la vitamina D. Questi due apporti costituiscono la base su cui agisce il trattamento, e l'alimentazione permette di assicurarli ogni giorno, in aggiunta al suo trattamento.
Il calcio si trova innanzitutto nei latticini, yogurt e formaggio, poi nelle sardine e nel salmone in scatola consumati con le loro lische. Il cavolo riccio e i broccoli ne apportano anch'essi una buona parte. Il calcio degli spinaci fa eccezione: viene assorbito male, perché resta legato all'acido ossalico.
La vitamina D è rara nel piatto. I pesci grassi, salmone, sardina e sgombro, figurano tra le uniche fonti naturali di rilievo, accanto al tuorlo d'uovo e ai funghi esposti ai raggi UV. Poiché la compressa si assume a digiuno, un alimento o un integratore ricco di calcio si colloca in un altro momento della giornata, lontano dall'assunzione.




Come agisce il risedronato
Il risedronato appartiene alla famiglia dei bisfosfonati azotati. Una volta fissato sull'osso, inibisce un enzima, la farnesil pirofosfato sintasi, che occupa un posto chiave nella via del mevalonato. Bloccando questo enzima, impedisce la prenilazione delle piccole GTPasi di cui l'osteoclasto, la cellula incaricata di distruggere l'osso, ha bisogno per funzionare. Privo di queste proteine, l'osteoclasto si stacca dalla superficie ossea e cessa di riassorbire l'osso.
Il risedronato possiede una forte affinità per i cristalli di idrossiapatite che formano la trama minerale dell'osso. Vi si accumula e agisce come un antiriassorbitivo: a livello cellulare, inibisce gli osteoclasti. Frenando la distruzione dell'osso, preserva la densità minerale ossea e riduce la fragilità che espone alle fratture.
Perché viene prescritto il risedronato
Il risedronato è indicato nell'osteoporosi della donna in menopausa e dell'uomo, oltre che nell'osteoporosi corticoindotta, quella che accompagna un trattamento prolungato con corticosteroidi. Viene inoltre prescritto nella malattia di Paget, un'affezione in cui il rimodellamento osseo si scatena. Il filo conduttore di queste indicazioni resta lo stesso: rinforzare l'osso e diminuire il rischio di frattura.
Nelle persone con osteoporosi, il risedronato riduce di circa il 40 % il rischio di fratture vertebrali e non vertebrali. Questo beneficio misurato giustifica un trattamento mantenuto nel tempo, il cui effetto si valuta sulla solidità dell'osso più che su una sensazione immediata.
Come assumerlo ogni giorno
La compressa si assume a digiuno, deglutita intera con un grande bicchiere d'acqua naturale, ossia da 180 a 240 ml, almeno 30 minuti prima del primo alimento o della prima bevanda della giornata. Dopo l'assunzione, occorre restare in piedi o seduti, senza sdraiarsi, per almeno 30 minuti. Queste regole hanno due ragioni: il cibo e numerose bevande riducono l'assorbimento del risedronato, e la posizione verticale limita il contatto della compressa con l'esofago.
L'emivita terminale del risedronato è di circa 561 ore, ossia quasi 23 giorni, nelle donne in menopausa osteopeniche, perché la molecola si fissa in modo duraturo sull'osso prima di esserne rilasciata. Questa persistenza non dispensa dalla regolarità: è l'assunzione ripetuta nel tempo a proteggere l'osso. Questo trattamento non si modifica né si interrompe di propria iniziativa, ma d'accordo con il medico che lo ha prescritto.
Gli effetti da conoscere
Negli studi di fase 3 sull'osteoporosi in menopausa, con risedronato 5 mg al giorno rispetto al placebo, gli effetti riportati si collocavano a livelli vicini a quelli del placebo: dolore lombare 28,0 % contro 26,1 %, artralgie 23,7 % contro 22,1 %, dolore addominale 12,2 % contro 9,9 % e dispepsia 10,8 % contro 10,6 %. L'effetto proprio del risedronato resta così vicino al placebo.
I bisfosfonati hanno anche effetti che sono loro propri. Si descrivono un'esofagite e disturbi digestivi alti, che spiegano le precauzioni di assunzione, oltre a una reazione di fase acuta simil-influenzale che compare entro 1 a 3 giorni dopo l'assunzione. Più raramente, può comparire un'osteonecrosi della mascella, e fratture femorali atipiche sono state osservate dopo un uso prolungato. Ogni segno insolito va segnalato al medico.
Calcio, vitamina D e assorbimento
Un'ipocalcemia e gli altri disturbi del metabolismo osseo e minerale devono essere corretti prima di iniziare il risedronato. Anche il calcio e la vitamina D vengono riportati a livello prima dell'inizio, e una supplementazione da 1000 a 1200 mg al giorno di calcio e da 800 a 1000 UI al giorno di vitamina D è raccomandata quando l'apporto alimentare non basta. Questi due nutrienti sono il materiale e il regolatore senza i quali il trattamento non può agire pienamente.
Il calcio interagisce anche direttamente con il medicinale. Il calcio, gli antiacidi e i prodotti contenenti cationi bivalenti diminuiscono l'assorbimento del risedronato, e l'alimentazione lo riduce di circa il 30 a 55 % a seconda del momento dell'assunzione rispetto al pasto. È la ragione dell'assunzione a digiuno: un integratore di calcio si assume in un altro momento della giornata, lontano dalla compressa.
Il monitoraggio della terapia
Prima dell'inizio di un bisfosfonato, vengono verificati diversi parametri: il calcio sierico, la vitamina D e la funzione renale. Questo bilancio di partenza garantisce che l'organismo disponga dei minerali necessari e che il rene potrà gestire il medicinale.
Il monitoraggio prosegue poi nel corso del trattamento. Comprende la misurazione della statura e del peso, oltre al controllo della calcemia. Questi semplici punti di riferimento permettono di adeguare la presa in carico e di verificare che il trattamento svolga il suo ruolo.
Fonti
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Gli integratori da valutare
Oltre il piatto, un singolo nutriente può essere valutato, da confermare con il medico o il farmacista. Ecco quale e in quale forma.
Calcio
Il calcio è il minerale più abbondante dell'organismo, coinvolto nella salute delle ossa. Il citrato di calcio si assorbe bene, anche lontano dai pasti, mentre il carbonato richiede un ambiente acido per il suo assorbimento.
Forma da privilegiare citrato di calcio (non dipende dall'acidità gastrica)
Vitamina D3 (colecalciferolo)
La vitamina D è una vitamina liposolubile. La forma D3 (colecalciferolo) è quella indicata dalla maggior parte delle raccomandazioni. Si assorbe meglio se assunta durante un pasto contenente grassi.
Forma da privilegiare D3 (colecalciferolo), durante un pasto grasso
Domande frequenti
Come si prende il risedronato?
Il foglio illustrativo indica di assumerlo a stomaco vuoto con un grande bicchiere di acqua naturale, poi di rimanere in posizione eretta senza sdraiarsi per almeno 30 minuti, aspettando lo stesso intervallo prima di mangiare, bere o assumere altro. Le modalità esatte in base al vostro schema (giornaliero, settimanale o mensile) sono riportate nel foglio illustrativo: seguitelo e confermate con il vostro medico o il vostro farmacista.
Quali sono gli effetti collaterali più comuni dell'ertapenem?
Il foglio illustrativo menziona in particolare disturbi digestivi come nausea e dolori addominali, oltre a mal di testa. Per l'elenco completo e il comportamento da seguire, fate riferimento al foglio illustrativo della vostra confezione e parlatene con il vostro medico o il vostro farmacista.
Il risedronato ha interazioni da conoscere?
Gli integratori di calcio, gli antiacidi e alcuni farmaci possono interferire con il suo assorbimento se assunti nello stesso momento, da qui l'importanza di distanziarli. Segnalate al vostro medico o al vostro farmacista tutti i vostri farmaci e integratori, e fate riferimento al foglio illustrativo per le interazioni precise.
Bisogna distanziare il calcio dal risedronato?
Sì: il foglio illustrativo precisa che il calcio, come gli antiacidi, può ridurre l'assorbimento del risedronato quando viene assunto nello stesso momento, e raccomanda di assumerli a distanza l'uno dall'altro. Il momento esatto di ciascuna assunzione si stabilisce con il vostro medico o il vostro farmacista a partire dal foglio illustrativo.
Perché si parla di calcio e vitamina D con il risedronato?
Nell'osteoporosi, le raccomandazioni di gestione ricordano che un apporto sufficiente di calcio e vitamina D è una base da considerare parallelamente ai trattamenti, con una supplementazione presa in considerazione quando l'alimentazione non copre il fabbisogno. Si tratta di una questione nutrizionale di fondo, distinta dall'azione del farmaco stesso.
Quale forma di calcio e vitamina D privilegiare sul piano nutrizionale?
Sul piano nutrizionale, il principio attivo da considerare è la vitamina D3 (colecalciferolo), la forma meglio studiata per mantenere uno stato adeguato, associata a un apporto di calcio, per esempio sotto forma di citrato di calcio, reputato ben tollerato. L'alimentazione resta la prima fonte; un dosaggio ematico della vitamina D e la scelta di un'eventuale supplementazione si discutono con il vostro medico, e ogni assunzione di calcio va distanziata dal risedronato.
Ces réponses portent sur le volet nutritionnel. Pour toute question sur votre médicament, la notice et votre médecin ou pharmacien font foi.