Come ogni antibiotico ad ampio spettro, la cefuroxima non colpisce soltanto i batteri responsabili dell’infezione: modifica anche la flora intestinale. Ora, una parte della vitamina K dell’organismo, la vitamina K2 o menachinone, è prodotta nell’intestino da questi batteri, che convertono la vitamina K1 fornita dall’alimentazione. Alterando la flora, un antibiotico può in teoria ridurre questa produzione. Questo legame è plausibile, ma non è quantificato in modo specifico per la cefuroxima.
Alcune cefalosporine, dotate di una catena laterale N-metil-tiotetrazolo o NMTT, come il cefotetan, la cefamandolo, la cefmetazolo, il cefoperazone e il moxalactam, interferiscono con il metabolismo della vitamina K e possono provocare un’ipoprotrombinemia e sanguinamenti. La cefuroxima non possiede questa catena NMTT. Un allungamento del tempo di protrombina, o tempo di Quick, è stato segnalato dopo la commercializzazione, in farmacovigilanza, senza frequenza quantificata.