Oltre all’apporto alimentare, una parte della vitamina K viene prodotta dai batteri della parte bassa dell’intestino. Un trattamento che agisce su questa flora intestinale interviene quindi su questo circuito, e l’alimentazione resta la fonte diretta e regolare di questa vitamina.
La vitamina K si trova innanzitutto nelle verdure a foglia verde: il cavolo riccio e gli spinaci ne sono le fonti più ricche. Le verdure della famiglia delle crucifere, come i broccoli, ne apportano anch’esse una buona parte. Il pesce, le uova e il fegato ne forniscono quantità più piccole, a complemento delle verdure verdi.
Comporre i pasti attorno a queste verdure verdi copre l’essenziale del fabbisogno. Una porzione di spinaci o di cavolo riccio a pranzo, dei broccoli a cena, qualche uovo durante la settimana: queste semplici abitudini mantengono l’apporto di vitamina K, oltre al vostro trattamento.